Dalla prefazione di M. Redi Maghenzani:
Gabriella Bruni è nata a Pisa ma con le radici famigliari in Calabria da lei cantata come “Madre terra”, terra che continua ad essere fonte di ispirazione, come il Mar Ionio:
“Anche oggi il sole nasce dal mare/anche oggi la luce illumina la notte”, “Nelle tue acque antiche/volo in un abbraccio sicuro/nel tuo sole/fuggono le ombre del cuore”.
A proposito di acqua, non a caso, Gabriella Bruni accompagna queste poesie con acquarelli e sassi (calabri), da lei dipinti in occasione dei compleanni del padre…
…La nostalgia, come il tempo e il ricordo, sono ricorrenti in queste pagine, come d’altro canto la sete di luce e l’anelito di pace, soprattutto là dove si ergono “muri di ghiaccio” invece di “sapienti reti magiche” che sanno unire.
“Oggi ho guardato il cielo… per la prima volta”.
Il cielo – insieme all’acqua ristoratrice e purificatrice è punto di riferimento della scrittrice, è bussola e incanto “È più bello vivere guardando il cielo… pensando al cielo”.
Questo sguardo diviene anche preghiera, soprattutto alla Madre delle madri “Ti offro la mia vita/come una rosa di porpora/che guarda il cielo/sorretta da un gambo/ornato di spine”. La poesia non toglie le spine, dona loro un significato. “Mi offri un’essenza di vita/ed io ti porgo il mio calice”. …
…Ognuno scrive il suo testamento e la poesia è un lascito di luce. Ognuno vorrebbe dire le parole ultime più belle e la poesia ne conosce gli abiti, le fogge, i colori, i profumi come i gigli del campo rivestiti di gratuità. Anche la poesia è libera e dono gratuito che sa solo dire “Grazie” come l’ultimo di questi versi.






